Liberilibri Editrice | Assaggi
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ASSAGGI

… il rimedio, a mio avviso, non sta in un
cambiamento del padrone, per quanto possa rappresentare
forse una transizione necessaria; per come la vedo
io, l’unico modo di diminuire
la somma totale della sofferenza
nel Paese è di sottrarre l’individuo quanto più
possibile al potere del governo o del comune – ovvero,
seguire una strada opposta a quella che ci ha condotto
all’attuale socialismo borghese

Vilfredo Pareto, 1 dicembre 1888

Devo anzitutto rivelarvi che la mia professione è quella del narratore, e che nel mio mestiere utilizzo sistemi poco raccomandabili. La mia prima regola è di non essere mai spontaneo nei miei racconti; di non cedere mai alle suggestioni della mia anima, poiché tale debolezza mi appare perdonabile solo quando si è molto giovani, ritenendola l’odioso peccato al quale dei vecchi colpevoli e senza criterio incitano gli scrittori della mia generazione.
Sui cavi della luce,
sulle punte del cancello a lance,
sul bordo dei muretti a recinzione:
ovunque seminata, ovunque scesa
a benedire il luogo e la mattina.
Il tono complessivo di regale, rassegnata ironia (è la grande Spagna che parla), che caratterizza questa satira giocosa, fa del Testamento de España un’opera decisamente moderna e, ci sentiamo di dire, una piccola gemma senza tempo.
Il mare, invece, non fa che muoversi
Sono la mia epoca. Bombardato da informazioni in­gannevoli, bene che vada im­precise. Mi arrivano trecento email al giorno di cui non so cosa fare. Ho in archivio un milione di foto che non guarderò mai. Ho immortalato ogni singolo istante della mia vita. Sul mio smartphone ci sono più di cento applicazioni del tutto inutili, ma mi diverte averle, mi piace sapere che ci sono. Non importa ciò che è utile o meno. Sono il prodotto di una contaminazione di tutto quello che succede nel mondo.
soto speranza d'esser reconosuto
Ma noi siamo tutti mercanti – tutti scambiamo beni o servizi – incluso il ministro che serve la nazione per lo stipendio che riceve; e se lo scambio ci rende criminali, dal momento che gli scambi aumentano con la divisione del lavoro, allora ogni giorno dovremmo diventare tutti un po’ più criminali.
Gli anni che vanno dal 1893 al 1913 – l’incontro con Angelina e la morte di Angelina – sono forse quelli più importanti e creativi nella vita di Benedetto Croce e chi ha detto che il filosofo diede il meglio di sé proprio quando fu innamorato non ha detto una cosa lontana dalla verità.
La gran parte dei personaggi coinvolti, non solo interpreta la legge a modo suo, ma cerca di servirsene a fini individuali. Madame Bayard, la ciabattina, approfitta dell’intervento del vigile per non pagare il conto della verdura. L’avvocato difen­sore si avvale di un’esuberante e futile eloquenza per la propria carriera politica. Il poliziotto pensa solo alla convalida dell’arresto, in barba all’evidenza di prove contrarie. E, paradosso finale, lo stesso Crainquebille cerca di farsi arrestare per sottrarsi alle miserie della strada e godere del calduccio della prigione. In questo palcoscenico grottesco e dolente, ognuno recita una parte isolata su un copione vuoto, perché ne manca il contenuto essenziale: la ricerca della verità.
All’enoteca estrema
ALL’UNA, DARE ACETO NELL’ENOTECA ERA DA NULLA.
Tutte pazze per Tommaso
OSAMMO TRAMARE PER AMAR TOMMASO.
È infatti avvilente constatare che, se da un lato le due classi che detenevano un potere dispotico nell’Ancien Régime, aristocrazia e clero, ormai da lungo tempo sono state de potenziate, oggi in Italia siede una nuova unica casta, con labile responsabilità e corposa autoreferenzialità, composta dai magistrati, in particolare inquirenti.
Casa 27 - Casa 28
Rosa è una rosa è una rosa è una rosa.
Mi riferisco a tutte le istituzioni politiche, civili e religiose. Esaminatele a fondo: o io mi sbaglio terribilmente, oppure in esse vedrete la specie umana sottomessa di secolo in secolo al giogo che un pugno di furfanti ha voluto imporle. Diffidate di chi vuol mettere ordine: mettere ordine significa sempre farsi padroni degli altri a loro svantaggio.
Poiché è successo, come che sia, che Said-Effendi, ex ambasciatore della Sublime Porta presso un piccolo Stato, chiamato Frankrom, posto tra la Spagna e l’Italia, ha importato tra noi la pericolosa arte della stampa, avendo consultato i venerabili fratelli cadì ed imani della città di Istanbul, ed in particolare i fachiri, ben noti per il loro zelo persecutorio contro lo spirito, è sembrato giusto a Maometto e a noi di condannare, proscrivere e maledire la suddetta invenzione infernale della stampa.
UBU SUL TRONO
In una lettera inviata all’amico William Dean Howells il 17 giugno 1906, Twain scrive: ``Domani ho intenzione di dettare un capitolo che condannerà al rogo i miei eredi e aventi diritto, se oseranno stamparlo prima del 2006 d.C., e non penso lo faranno.``
Lo storico Tacito, nel cui nome abbiamo aperto queste pagine e nel cui nome possiamo ormai chiuderle, riteneva legittimo ridere del potere che presume di cancellare la memoria del passato: giacché agli uomini si può ordinare di tacere, ma non di dimenticare. Oggi vorremmo avere la stessa certezza che ci sia ancora qualcosa da ridere.
La semplice lettura del codice penale basterà a convincerci di come la previsione monotona e uniforme della sanzione detentiva, indefettibilmente comminata per tutti i reati previsti (ad eccezione dei pochi casi in cui la pena è solo pecuniaria, o in talun caso alternativa), sia del tutto sprezzante di una sincera finalità rieducativa che pure la Costituzione raccomanda in via generale e primaria.