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Copertina Thomas Hodgskin
Crimine e Potere

Anno di pubblicazione: 2014

 

INTRODUZIONE E TRADUZIONE DI ALBERTO MINGARDI

 

 

PAGINE LXXIV-126 EURO 16,00
ISBN 978-88-98094-16-5

«Così il Parlamento, con le sue azioni dirette, trasforma gli innocenti in colpe­voli, crea per legge crimini e criminali».

Nella Londra di metà Ottocento, Thomas Hodgskin denunciò una società che si muoveva «sotto il dominio di due principî contrastanti»: da una parte, il mercato e la libertà, al­l’origine della straordinaria esplo­sione di ricchezza dell’età moderna. Dal­l’altra, la legislazione e l’arbitrio del po­­tere pubblico: strumento a di­spo­si­zione di una classe dominante avida di privilegi, e desiderosa di sottrarsi alle oscillazioni e ai rischi della concorrenza. Da queste conferenze, due gioielli di lucidità e passione, emerge il pensiero senza compromessi di un “anarchico smithiano”: che dieci anni dopo l’abolizione delle Corn Laws sognava un mercato libero di regolare «gli stipendi dei funzionari, e le pi­gioni al clero, così come avviene con i profitti del negoziante e coi salari del lavoratore».

 

 

Alberto Mingardi (Milano, 1981) è il Direttore Generale dell'Istituto Bruno Leoni. Si è laureato e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Uni­versità di Pavia. Ha scritto una monografia su Herbert Spencer (Continuum, 2011). Di recente ha pubblicato L’in­tel­li­gen­za del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto (Marsilio, 2013).

 

Thomas Hodgskin (Chatham, 1787-Feltham, 1869)

Fu giornalista e scrit­tore. Dopo un lungo servizio nella Marina britannica, denunciò con passione il trattamento brutale cui i ma­rinai ve­­nivano sottoposti. Collaborò al­l’«Economist» e fu fra i primi autori a scrivere di economia a vantaggio delle classi più umili. Le sue opere mag­giori sono Labour Defended Against the Claims of Capital (1825), Pop­ular Political Economy (1827) e The Nat­ural and Artificial Right of Prop­erty Contrasted (1832). Con­si­de­rato un “so­­cialista ricardiano”, meglio po­trebbe essere definito “anarchico smithiano”.

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