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Anders Chydenius La ricchezza della nazione TRADUZIONE DI KARIN HELLBOM INTRODUZIONE DI FRANCESCO FORTE
Anno di pubblicazione: 2009
PAGINE XXVIII - 50
EURO 13,00
ISBN 978-88-95481-46-3
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Pubblicato a Stoccolma nel 1765, undici anni prima della Wealth of Nations di Adam Smith, Den Nationnale Winsten di Anders Chydenius scolpisce con esemplare agilità e chiarezza i principî base su cui si fonda la prosperità di un Paese. Le sue proposte anticipano la visione del “sistema della libertà naturale” caro al grande scozzese. Per Chydenius, affinché un’economia possa fiorire è necessario non intralciare attraverso leggi e regolamenti lo spirito di intrapresa, occorre limitare al minimo l’ingerenza dello Stato, abbattere ogni barriera protezionistica, abolire privative, premi, privilegi, agevolazioni, incentivi poiché distorcono i mercati, generano favoritismi e si risolvono in un utilizzo antieconomico di risorse umane e finanziarie. Chydenius insegna che è assurdo presumere che qualsivoglia governante possegga le conoscenze sufficienti per prevedere, programmare e quindi intervenire utilmente sul mercato, il quale invece è (per dirla con Hayek) la risultante inintenzionale delle preferenze e delle scelte intenzionali di un numero grandissimo di individui. In questa fase di isteria antimercatista, alla familiare saggezza dei Cantillon, Gournay, Turgot, Quesnay, Smith, inaspettatamente si aggiunge una voce scandinava che ci induce a riflettere.
Francesco Forte (Busto Arsizio, 1929) è professore emerito di scienza delle finanze a La Sapienza di Roma. Nel 1961 succedette a Luigi Einaudi nella cattedra di scienza delle finanze dell’Università di Torino. Ha insegnato alla University of Virginia, dove ha partecipato con James Buchanan alla formazione della Scuola di public choice. La sua produzione scientifica è vastissima. È stato tra l’altro Ministro delle Finanze, poi delle Politiche comunitarie. Collabora a «Il Foglio», e a «il Giornale». |
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Anders Chydenius
(1729-1803)
Nacque a Sotkamo, Finlandia, allora appartenente alla Svezia. Studiò matematica, scienze naturali, filosofia. Dal 1765 prese parte alla Dieta di Stoccolma, ove si impegnò con tenacia a favore del libero commercio, della libertà di stampa e per un severo controllo delle finanze dello Stato, intervenendo a favore dei diritti delle classi più disagiate, della libertà di culto per gli stranieri, dei diritti naturali dell’individuo contro l’invadenza dei poteri dello Stato. Significativa una sua traduzione dal danese del pamphlet Relazione sulla libertà di stampa in Cina (1766). Tra i suoi numerosi scritti ricordiamo Rimedi per il paese attraverso un sistema finanziario naturale (1766); Considerazioni sui diritti naturali dei proprietari e dei lavoranti (1778). |
