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Linea
Copertina David Friedman
L'ingranaggio della libertà

Guida a un capitalismo radicale

 

TRADUZIONE DI PAOLA LANDI E MICHAEL LACEY-FREEMAN 

INTRODUZIONE DI ARMANDO MASSARENTI
POSTFAZIONE DI FABIO MASSIMO NICOSIA
 

Prima edizione: 1997

Seconda edizione: 2005

 

PAGINE XXVI - 350 EURO 16,53
ISBN 88-85140-23-8

«Sembra esserci una stretta correlazione tra le leggi che rendono libera la gente e quelle che la rendono felice.» Muovendo da questa elementare constatazione, David Friedman avvia un'analisi concreta dei vari settori del vivere associato in cui, con vantaggio di tutti, sarebbe possibile riappropriarsi degli spazi di autonomia confiscati dalle cricche di politici, legislatori e burocrati che costituiscono le mille membra del Moloch statale. Scuola, sanità, previdenza, giustizia, sistema viario, sicurezza, tutela ambientale, mass media e tanti altri servizi vengono riprogettati da Friedman sulla base di principî non coercitivi, dimostrando come lo Stato sia la negazione di efficienza e giustizia, le quali non nascono da obblighi, divieti, costrizioni, ma dalla cooperazione di individui liberi e consenzienti.
Il senso di questo libro - come dice lo stesso Autore - è quello di «persuadere la gente che una società potrebbe essere sia libera che desiderabile, che le istituzioni della proprietà privata costituiscono il meccanismo della libertà, rendendo possibile ad ognuno, in un mondo interdipendente e complesso, di raggiungere il proprio scopo».
Utopia o lungimirante realismo? Molte delle "scandalose" proposte avanzate in questo libro - pubblicato per la prima volta nel 1973 - sono già una realtà in vari paesi del mondo libero.

 

Armando Massarenti (1961)

È responsabile della pagina «Scienza e filosofia» del supplemento culturale Il Sole 24 Ore - Domenica. Si occupa di storia e filosofia della scienza, filosofia morale e politica, etica applicata. Ha pubblicato, con Antonio Da Re, il volume L'etica da applicare (1991). Ha curato e introdotto, tra l'altro, la Storia dell'astronomia di Giacomo Leopardi (1997); Rifare la filosofia di John Dewey (1998); Laicismo indiano di Amartya K. Sen (1998). Nel 1996 ha redatto, insieme a Carlo Flamigni, Maurizio Mori e Angelo M. Petroni, il Manifesto di bioetica laica. È direttore della rivista Etica ed economia.

David Friedman (New York, 1945)

Dopo una formazione scientifica in chimica e fisica maturata nelle Università di Harvard e Chicago, si è dedicato agli studi di economia e diritto nelle Università di Stanford e di Santa Clara. Attualmente insegna tali materie presso la Santa Clara University. Friedman è il più autorevole esponente di quella corrente libertaria che inferisce la necessità di contenimento radicale dello Stato da un approccio pragmatistico e non dogmatico, e che proprio dall'indagine economico-empirica trae conferma del ruolo essenziale che il diritto naturale di proprietà e il principio di non aggressione giocano per realizzare una società di uomini liberi. Tra i suoi numerosi scritti ricordiamo:

In Defence of Thomas Aquino and Just Price (1980); Price Theory: An Intermediate Text (1986); Economic Analysis of Law (1987); Law and Economics (1993); Anarchy and Efficient Law (1996); Hidden Order: The Economics of Everyday Life (1996); Law's Order: What Economics Has to Do With Law and Why It Matters (2001). 

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