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Ma come non renderci conto che noi cittadini comuni stiamo divenendo sempre più SERVI?
L'individuo è sempre più preda di oligarchie politiche, burocratiche, sindacali, poliziesche e
giudiziarie che celano le loro identità dietro un espediente linguistico:
si fanno chiamare STATO.
Il perpetuarsi del monopolio statale della violenza, della giurisdizione penale, della moneta,
della tassazione e in tanti altri campi è reso possibile dal perpetuarsi della superstizione.
Ci hanno insegnato fin da bambini a guardare allo Stato con gli stessi occhi con cui
guardiamo le montagne, i fiumi, il mare: un dato originario della natura, ineluttabile,
eterno, e indispensabile alla nostra vita.
E non è tutto.
Negli ultimi decenni, al Molock statale se ne è sovrapposto un altro ad esso sovraordinato
e, se possibile, ancor più invasivo e dispotico: quella legione di politici e alti burocrati, a cui
un nostro infantile istinto gregario ha affidato il compito di disciplinare minuziosamente la
nostra vita. Un mostro che si fa chiamare Unione Europea.
È così che pian piano stiamo perdendo la libertà di scegliere alimenti, abbigliamento,
emozioni, piaceri, rischi…, e come scimmie ammaestrate obbediamo ai comandi dei nostri
Guardiani platonici, i quali ci prescrivono la loro euro-eu-dietetica, euro-eu-genetica,
euro-eu-estetica, euro-eu-etica, euro-eu-erotica… Ci sarà richiesto l'esame di abilitazione
per vivere, ci imporranno corsi di specializzazione per alimentarci, per fare l'amore…
Cittadini a rischio zero. Cittadini a libertà zero.
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